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ANTONIO GIRBES
ROBERT GLIGOROV
RENATO GROME



Maravee Eros

Place: Castello di Susans - MAJANO (Ud) - Italia

Duration: October 19 - November 18, 2012

Opening: Friday October 19, 2012 7 pm


ARTISTS: Beatrice Amrhein - Nobuyoshi Araki - Rosangela Betti - Gaetano Bodanza - Franco Fontana - Antonio Girbés - Robert Gligorov - Renato Grome - Izima Kaoru - David LaChapelle - Hiroyuki Masuyama - Tina Modotti - Carlo Vidoni - Edward Weston

CURATOR: Sabrina Zannier

Sensi nudi

Mostra di fotografie e installazioni che al secondo piano del castello mette in scena l’erotismo sottile, quello che sfocia dalla messa a nudo dei sensi innanzi a corpi carezzevolmente svelati, fra passione e dedizione all’altro da sé. Corpi femminili contemporanei, che dialogano per lo più in bianco e nero con i nudi e i ritratti di Tina Modotti, complessivamente omaggiati, nella loro sensualità femminea, da immagini coloratissime di fiori carnosi e ambigui, spesso tesi fra petali e sesso. Un gioco sottile, di ammiccamenti e rimpalli, tra pelle e fiori, bianco/nero e colore, che si srotola lungo il percorso espositivo in uno stretto dialogo tra opere di autori ed epoche diverse. Sensi nudi omaggia l’eros femminile, mettendone però in scena non solo il corpo bensì lo sguardo. Lo sguardo della donna innanzi all’eros del corpo maschile, tra sviluppo scultoreo e ritratto ambientato.


A fior di pelle
video ambientazione di Bigas Luna

Il nuovo progetto di Bigas Luna per la rassegna Maravee Eros metterà in scena, al piano terra del castello, la trasversalità linguistica del grande artista catalano, fondandosi sulla relazione tra fotografia, pittura, video, installazione ambientale e performance.
Soggetto della videoinstallazione e del libro d’arte esposto sono immagini ottenute rielaborando pittoricamente fotografie di nudi femminili scattate da Bigas Luna negli anni Sessanta. Questo progetto, voluto dall’artista quale suo omaggio al grande fotografo Miroslav Tichy, scomparso nel 2011, che per tutta la vita ha fotografato le donne spiandole nella loro quotidianità, si sviluppa a partire dalla forte relazione tra eros e cibo, che caratterizza molta parte della produzione, cinematografica ma anche performativa, di Bigas Luna, che opera sul sottile tasto della seduzione, tesa fra vista svelamento e occultamento, in quel sottile equilibrio entro il quale si alimenta il principio del desiderio. La nudità femminile, così come la sensuale espressività dei volti, appare allora dipinta e in parte occultata da segni e macchie sensualmente ammiccanti al “brodo indiano”, ossia alla cioccolata, così com’era nota nel Settecento.


Castello di Susans
Majano (Ud)
Italy

for info:
info@progettomaravee.com
http://www.progettomaravee.com


MONICA BIANCARDI



Habitus

Place: MARTE - Cava de' Tirreni (Sa) - Italia

Duration: October 13 - November 4, 2012

Opening: Saturday October 13, 2012


CURATOR: Ada Patrizia Fiorillo

Del recente ciclo Habitus saranno accolti in mostra dieci sottovuoti, ovvero oggetti personali proposti in questa singolare veste formale, unitamente ad un video, della durata di 2'00" e ad una dia-proiezione fotografica della durata di 1'30", entrambi proiettati in loop. Si tratta di un recente e particolarissimo lavoro di Monica Biancardi, nel quale l’artista, contaminando il suo quotidiano occhio fotografico, si propone in una sorta di narrazione autobiografica con la quale si interroga e ci interroga. Gli oggetti, ovvero gli abiti che le sono appartenuti racchiusi sottovuoto, rappresentano metaforicamente una seconda pelle di cui Biancardi si sveste mettendo a nudo una parte di sé, prestata alla fruizione collettiva. È in qualche modo «un viaggio che – nota Ada Patrizia Fiorillo – porta l’artista a guardarsi dentro ed a mostrare il corpo dell’abito come simulacro vuoto ed allo stesso carico di sollecitazioni emotive. Lo fa servendosi di strumenti solo apparentemente diversi. Dagli oggetti al video, ovvero dal materiale all’immateriale corre la stessa sensibilità con la quale Monica è abituata  a guardare la vita, a cogliere la bellezza delle immagini, riportate a nuova esistenza dal suo occhio interiore».


MARTE
Corso Umberto I, 137
Cava de' Tirreni (Sa)

Italy

for info:
tel. +39089 9481133
http://www.marteonline.com


MATTEO ATTRUIA



Lettera minatoria

Place: Poliart Contemporary - MILANO - Italia

Duration: October 13 - November 24, 2012

Opening: Saturday October 13, 2012


CURATOR: Leonardo Conti

“Gentile Poliart Contemporary, Se non organizzerete entro un anno una mostra di Matteo Attruia prima o poi morirete, speriamo poi.  2007”.

Gentile Matteo Attruia, Signore e Signori,

la PoliArt Contemporary è lieta di presentare “Lettera minatoria”, mostra dedicata a Matteo Attruia, nonostante l’inaugurazione sia fissata per il 13 ottobre 2012.

Decisamente in ritardo. Prima o poi moriremo, speriamo poi.

In mostra saranno esposti circa venti lavori scelti, tra cui una decina di “lettere minatorie”, le opere che danno il titolo alla mostra e che nel 2007 l’artista friulano ha cominciato a inviare a musei e gallerie. In questo ciclo, Attruia ha innescato, negli anni, un particolarissimo modo per relazionarsi con se stesso e con il mondo dell’arte, mescolando provocazione e autocommiserazione, sogni di grandezza e frustrazioni, presunzione e ironico autolesionismo. Basti citare altre due lettere minatorie, “La contatteremo noi” e “Le faremo sapere”, per comprendere come l’artista si sia posto immediatamente nella posizione di vittima precaria della sua stessa provocazione. È proprio in questo ribaltamento, che le lettere mostrano la fragilità del gesto narcisistico, “minando” l’autostima dell’autore.

Del resto, questa sorta di umorismo pirandelliano pervade molta della sua ricerca e un’altra opera, Via Matteo Attruia, è un cartello stradale bifacciale, in cui il narcisismo dell’autore (in vita si dedica una via immaginaria) da un lato del cartello si specifica come “artista” e, dall’altro, dolorosamente, confessa la sua posizione di “impiegato”.

In mostra, poi, sono visibili altre opere scelte, dalla produzione recente di Attruia, tra cui la geniale “…e i tuoi desideri si avvereranno (Wishes)”, una frugale vasca di ferro piena d’acqua in cui gettare monete, nella quale, al valore estetico dell’arte l’artista toglie tutto, tranne il “potere” di avverare desideri, ciò che nessun altro artista di fontane, da Bernini in giù, aveva certamente previsto. In un’altra opera, For sale, recentemente esposta a Parigi, l’artista mette in vendita un’ora del suo tempo a venire (incisa su una lastra metallica circolare), ora nella quale il collezionista che l’acquista potrà fare ciò che vuole con l’artista. Chiudono la mostra diverse altre opere come i Self-portrait, tra i quali emerge la fotografia di uno strano Obama con gli occhi e il naso di Matteo Attruia.

Il vernissage sarà introdotto da un brano musicale composto appositamente per la mostra da Paola Samoggia.


PoliArt Contemporary
viale Gran Sasso 35
Milano
Italy

for info:
http://www.galleriapoliart.com


ANTONIO RIELLO



Diabolus In Vitro

Place: Salon Vert - LONDON - United Kingdom

Duration: October 23 - December 1, 2012

Opening: Tuesday October 23, 2012


Curator: James Putnam

Diabolus In Vitro or The devil in the glass is Riello's first solo exhibition in the UK, comprising of two large scale wall-munted installations of objects made from Venetian glass. (...)

Although Riello frequently creates installations it is difficult to categorize his practice as confined to any particular form of artistic expression since it includes outdoor sculptures, site-specific installations, displays of crafted objects, drawing and photography. Yet his work can be seen as distinctly sculptural in the broadest sense where it requires the perceptual and emotional involvment of the viewer to complete it.


DIABOLUS IN VITRO è sostanzialmente un estremo omaggio ad una delle grandi passioni della vita dell’artista: i libri, ed è anche una ambigua (come lo è la realtà...) "extravaganza" di un potenziale serial killer di libri..... una vera e propria biblioteca virtuale formata dalle ceneri "reliquiate" di 100 diversi libri

Dopo aver selezionato alcuni libri della sua biblioteca personale (il criterio di scelta è abbastanza arbitrario, come quello di un despota orientale, e avviene con una tempistica altrettanto non prevedibile, si tratta sempre comunque di libri che sono stati letti dall’artista e che hanno lasciato un segno nella sua formazione) egli li distrugge ritualmente con il fuoco e ne raccoglie le ceneri per porle all’interno di speciali reliquiari in vetro soffiato, disegnati e realizzati appositamente dall’artista stesso.

Con un gesto di vera e propria “crudeltà culturale” (che è anche una sorta di autolesionismo quasi masochistico) dunque il libro diventa “virtuale”, ovvero illeggibile, ma nel contempo anche consegnato all’eternità in forma di "sacra reliquia".

Non c'è per Riello la volontà di dare risposte definitive o banali suggerimenti, ma piuttosto egli cerca di porre, appunto con la dovuta ambiguità in perfetto "Talmud Style", nuove domande sul potere, quasi sciamanico, del libro.


Salon Vert
82 Queen's Gate
London SW7
UK

for info:
info@salon-vert.com
http://www.salon-vert.com


MATTEO ATTRUIA



Bilico

Place: Nuovo spazio espositivo di Casso - CASSO (Pn) - Italia

Duration: September 15 - October 28, 2012

Opening: Saturday September 15, 2012


ARTISTS: Matteo Attruia. Michele Bazzana, Ludovico Bomben, Luca Chiesura, Dimitri Giannina, Ericailcane, Gabriele Grones, Kabu, Tiziano Martini, Il Moro e il Quasi Biondo, Derek Rowleiei, Mario Tomè, Jonathan Vivacqua

CURATOR: Gianluca d'Inca Levis

In Bilico, alcuni concetti tradizionali, legati all'ambiente ed alla cultura della montagna, vengono declinati e rivisitati criticamente: lo sguardo contemporaneo fornisce uno stimolo rinnovativo, che si oppone all'uso stereotipo delle specificità, che sono risorse.

Il titolo di questa prima mostra prende origine dalle caratteristiche, fisiche e storiche, di questo sito particolare. La frazione di Casso, così arroccata, su un versante inclinato, sembra già in sé stessa un luogo in bilico, dall'equilibrio instabile. Un luogo sospeso, nello spazio, e anche nel tempo. Sospeso tra l'oggi, e la necessità di immaginare un domani plausibile, tra il futuro e il passato, segnato dal terribile evento del '63. Anche nella propria storia, Casso è dunque in Bilico. L'edificio dell'ex scuola elementare, sembra riprendere oggi, nell'architettura rinnovata, questo tema, questa difficile ricerca d'un equilibrio, e di un'identità che non corrisponda solo alla memoria della tragedia, che nessuno può e vuole dimenticare, ma che non deve divorare il presente.

Il Nuovo Spazio di Casso è un'occasione, di riflessione, d'azione, per questo luogo, da questo luogo.

Bilico è la prima mostra che viene realizzata in questo spazio, che riapre stabilmente, con un progetto che vuole farne un Centro per la Cultura Contemporanea della Montagna. Il progetto quindi va al di là della presente esposizione inaugurale: nei prossimi mesi, verrà costruita l'identità del Nuovo Spazio espositivo di Casso, e si inizierà a lavorare alla programmazione dei prossimi eventi.


Nuovo spazio espositivo
via Sant'Antoni 1
Casso (Pn)
Italy

for info:
tel: +39 338 1492993
info@dolomiticontemporanee.net
http://www.dolomiticontemporanee.net


ANTONIO RIELLO




European Glass Contest 2012

Place: Bornholm Art Museum - BORNHOLD ISLAND - Denmark

Duration: September 15 - October 18, 2012

Opening: Saturday September 15, 2012



Over 120 artists from all over Europe will be at European Glass Context 2012.
Italy will be represented by Antonio Riello, Andrea Salvador, Marya Kazoun and Margherita Moscardini, chosen by Commissioner Adriano Berengo. Berengo Studio will also be present with its master glassmakers for a workshop that will blend the Murano tradition with contemporary Danish art

European Glass Context is a biennial event that aims at recording the state of and developments in European artistic glass and to promote the disciplines and professions related to it. Through this event, the organizers seek to document changes in the world of contemporary art glass. A good 30 nations are involved in this project and each was asked by the national commissioners to put forward the best artistic offerings from their countries. Each national commissioner submitted a short list of four candidates each for the "European Glass Art" and the "New Talent" sections. The organizing committee then selected for each country two established artists and two up-and-coming artists who will present their works at the Bornholm Art Museum at Grønbechs Gård, from 15 September to 18 November 2012.

This year the organizing committee invited Adriano Berengo as the founder of Berengo Studio and originator of Glasstress to participate in the event as the Italian commissioner. Of the eight artists – either Italian or residing in Italy – screened by Adriano Berengo, Antonio Riello and Andrea Salvador will participate in the Established Artists section, and Marya Kazoun and Margherita Moscardini in the New Talent one. Antonio Riello and Marya Kazoun will present two new installations for the occasion. As is their wont, both combine glass with other materials. The former will exhibit an ironic and sardonic work on the state of the European economy and the meaning of Europe; the latter has created a more intimate and private work, reasserting her inclination towards introspection and a description of the personal. Andrea Salvador will exhibit two large mosaics made with glass fragments, one of which has already been shown at Glasstress 2011, a collateral event of the 54th Venice Art Biennale. Lastly, the young Margherita Moscardini will introduce an adaptation of a work in progress that, characteristically, addresses such issues as reuse and recycling as well as the relationship between an individual and the environment, the inhabitant and the city.




PRIMOZ BIZJAK





Difesa di Venezia

Place: Torre Massimiliana - Isola di Sant'Erasmo - VENEZIA - Italia

Duration: August 26 - November 4, 2012

Opening: Saturday August 26, 2012 at 6 pm



Difesa di Venezia (The Defence of Venice) is the first large publication by Primoz Bizjak on a single theme: namely, he here turns his photographer’s eye on the vast number of military fortifications that were built in Venice during the past five hundred years of her complex history.

This work is based on Bizjak’s months of intensive research in the Venetian Lagoon in 2009, during which he produced hundreds of photographs that reveal his fascination with the beauty of the military passion for innovation. The sheer abundance of these fortifications is, among other things, an indication of the enduring show of strength in the defence of a city of such historical significance – a city that was forced to defend her glorious riches in ways that were no less abundantly creative, even if these riches were sometimes acquired in less glorious ways, for instance, by financing the Crusades nearly a thousand years ago.

The forty-five photographs presented in the publication are the result of a documentary starting point that in Bizjak’s work evolves into an almost static frozen portrayal of dilapidated transience. In place of any analytical dissection, his photographs (often through the use of long exposures that yield a kind of camera obscura effect) convey a strange, timeless stillness, bathed at times in a romantic light.

Difesa di Venezia grew out of an earlier series of photographs of Fort Marghera – a fort built in the Napoleonic era and a crucial part of Venice’s former system of fortifications. Bizjak made this series in 2006 at the invitation of the Marco Polo System EEIG and the Galleria Contemporaneo from Mestre.

Andrea Bonifacio, who is part of the management of Fort Marghera, has underscored its significance: “The artist is one of very few people to have visited all the sites in the defensive network of Venice, if not the only one. There is no record of any other work that encompasses the entire system, which has largely been documented in its separate parts.”


Torre Massimiliana
Isola di Sant'Erasmo
Venezia
Italia

for info:
tel: +39 041 2747543-7549



ROBERT GLIGOROV




Place: Palazzo Collicola arti visive - SPOLETO (PG) - Italy

Duration: June 23 - October 28, 2012

Opening: Saturday June 23, 2012


CURATOR: Gianluca Marziani
 
Gligorov? Macedone, italiano, milanese, in movimento, giovane, adulto, maturo, bello, mutante, sosia, narcisista, intuitivo, disordinato, riordinatore, multiforme, tuffatore, tennista, marito, padre, uomo vestito in nero, svestito, pelle, pelle sopra altra pelle, faccia, corpo, ferite, eccessi, viaggiatore, guidatore... nel passato direzioni musicali, direzioni grafiche, direzioni pubblicitarie... quindi fermata arti visive... altre direzioni, altri passaggi... ancora arti visive... combinazioni di questo ed altro, molto altro, altro ancora... uomo e arte, arte e uomo, arte e vita, vita e arte… ancora, ancora…

Gligorov? Ostinazione, intelligenza, intuito, velocità, ritmo, comunicazione...

Gligorov? Pittura, scultura, fotografia, disegno, video, installazione... tutto…

Gligorov? Uno che folgorò il pubblico quando propose le sue radiografie: un pompino con vibratore e un suicidio con pistola sulle gengive, entrambe sotto la radiografia del gesto totale. I due apici del vivere, sesso e morte, in un dittico che stupì e ancora stupisce: sempre di più come le due dita michelangiolesche, anche loro sotto radiografia in nero e verde alieno. Oltre il tempo classico, oltre lo spazio storico, in avanti e indietro, tra chi permane e chi scompare... restando in costante sospensione…

Gligorov? Ieri l’apice manovrante di gesti estremi, azioni violente, momenti esasperati, attimi da non ripetere una volta in più. Ogni sua opera nasceva e nasce dal fermoimmagine sul punto limite dell’azione. Sperimentare il corpo, sperimentare col corpo, sul corpo, attraverso il corpo: sempre per raggiungere l’anima di alcune cose che ridefiniscono il corpo stesso con la sua anima. Gligorov ha messo pesci vivi nella propria bocca, vermi in movimento sul proprio fisico, pelle di pesce o di pollo sopra la propria pelle, un uccello vivo in bocca... E poi si è infilato luci negli orifizi facciali, ha disegnato grafie primitive su tutta l’epidermide, ha cucito e tagliato la propria pelle... Altre volte è uscito da se stesso per proiettare negli altri alcune vibrazioni di un io mediaticamente inquieto. Ha dipinto le pelli altrui di un bianco che si amalgamava al fondale, ha mescolato adolescenza e maturità femminile, disintegrato il ritrattismo con bubboni e rigonfiamenti, usato zampe di pennuti in intrecci geometrici... fino a rendere il corpo una compressione sferica, un pallone scultoreo che chiude la verticalità nel limite rimbalzante di un oggetto anomalo. Assurdo. Normale. Normalissimo, forse. Assurdo, probabilmente. Cosmico, perché no?

Il corpo diventa registratore attendibile degli istinti. La pelle diventa pura superficie pittorica che cattura e metabolizza i gesti alti. Ogni azione sintetizza una catarsi. Tragedia della bellezza nelle sue forme contemporanee. Tragedia senza tragedia. Concetto aperto di bello in una società che cambia le regole percettive. Ancora Gligorov che si allarga su forme respinte, difficili, intestinali, arteriose, cavernicole, molecolari…

Gligorov eccede di agonismo e vita ma trova il punto limite da bloccare. Usa la corporeità totale per poi darsi interamente all’opera da stampare o riprodurre in video. Coglie l’attimo tra tanti attimi. Disegna il pensiero mobile e immobilizza con la fotografia il perfezionamento estetico. Vive in superficie eppure mostra il cuore mentre batte sulla mano sporca ma verissima.

Manipolazioni digitali minime, ritocchi che non mostrano la propria presenza. Le fotografie di Gligorov subiscono processi di necessario aggiustamento affinché il senso iconografico sia totale. Il software e i migliori mezzi di stampa ne assicurano la presenza nel flusso storico. Ma non sono le tecnologie a determinare il valore. E’ il disegno a definire l’entità qualitativa di Gligorov. La fotografia e gli altri linguaggi ne chiariscono gli intenti. La forma finale chiude un percorso fatto di necessità ambiziose. Di ambizioni mature. Di una bellezza che fa ragionare il potere elettronico.

Gligorov guarda Gligorov, davanti ai monitor acquatici dei narcisi contemporanei. Forma mobile del narcisismo marcato, l’artista crea lo spessore vivo del se stesso moltiplicabile. Ingloba citazioni, riferimenti, passato e storia, memorie oltre la pura cultura. Poi metabolizza le informazioni e crea Gligorov. Chi copia si limita a copiare e non funziona. Al contrario, assorbire significa rifare: in modo totalmente nuovo, diverso, unico.

Rivivere lo sforzo del gesto totale, l’agonismo dell’atleta ad arte, la passione per l’immagine senza consolazione, il talento dentro icone caldissime. Sentire il narcisista privo di corruzioni, lo sperimentatore raziocinante, l’eccessivo fatto di passione bruciante. Introdursi nel mondo duro, coraggioso, emolliente, cinetico dell’artista che agisce e poi blocca, che eccede e sintetizza, che si frammenta per ricomporre i propri tentacoli in un gomitolo rotolante. Una massa in discesa sopra storia e media, sopra istinti diversi, sopra narcisismi possibili. Sopra tutti i suoi lavori. Sopra di noi. Sugli specchi al plasma su cui le matite disegnano il futuro.


Palazzo Callicola
via Loreto Vittori 11
Spoleto
Italy

for info:
tel: +39 074346434

info@palazzocallicola.it
http://www.palazzocallicola.it